Differenze tra i nuovi minimi e gli ex minimi

Come ormai noto l’art. 27, commi 1 e 2, D.L. 6.7.2011, n. 98, convertito con modifiche dalla Legge n. 111 del 15.7.2011 ha introdotto il nuovo regime dei minimi che consente, tra l’altro, un’imposta sostitutiva sul reddito del 5% anzichè del 20% (come avveniva per l’ex regime dei minimi).

Lo stesso decreto ha previsto un regime agevolato per i vecchi contribuenti minimi che non rispettano tutti i requisiti per accedere al nuovo regime agevolato.

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Il regime degli ex-minimi 2012

Come ormai risaputo, la recente legge finanziaria ha modificato il regime agevolato dei contribuenti minimi a decorrere dall’anno 2012. Abbiamo già parlato dei requisiti che occorrono per rientrare nel nuovo regime dei minimi e delle numerose agevolazioni che ciò comporta, ma cosa accadrà ai vecchi contribuenti minimi che non hanno i requisiti per l’accesso al nuovo regime fiscale agevolato?

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Circolari di applicazione del nuovo regime

Ecco finalmente le circolari dell’Agenzia delle Entrate che chiariscono le modalità di applicazione del nuovo regime agevolato per l’imprenditoria giovanile ed i lavoratori in mobilità, ovvero il nuovo regime dei minimi.

La prima cosa a risaltare è il fatto che scompare la ritenuta d’acconto, come avevamo previsto e com’era giusto che fosse vista l’enorme differenza tra la percentuale della ritenuta e la percentuale per la tassazione agevolata.

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Il nuovo regime dei minimi sarà come il vecchio NIP

Come già detto il primo gennaio 2012 entrerà in vigore il nuovo regime fiscale per i contribuenti minimi, che andrà a sostituire quello precedente, che prevedeva un’imposta sostitutiva fissa del 20% al posto della classica IRPEF e un’esenzione IVA per tutte le attività del contribuente minimo.

Se il vecchio regime fiscale non prevedeva dei vincoli temporali per l’accesso alle agevolazioni, quello nuovo invece prevede dei vincoli molto restrittivi che causeranno la perdita dell’aliquota agevolata e, soprattutto, dell’esenzione IVA per gran parte dei contribuenti.

Inoltre, è ancora molto dubbio come dovrà essere realmente gestito tale regime fiscale, mancando ancora una circolare ufficiale da parte dell’Agenzia delle Entrate. Di sicuro è che l’aliquota sostitutiva sarà ridotta fino al 5%, ma tutto il resto è ancora un mistero, tranne forse i requisiti per l’accesso che sembrano ormai abbastanza chiari.

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