Requisiti accesso nuovo regime minimi

Dopo aver parlato un pò di quello che potrà essere il nuovo regime fiscale e dei possibili adempimenti che comporta, parliamo di ciò che per ora sembra abbastanza chiaro, ossia i requisiti per l’accesso al nuovo regime dei minimi.

Come già detto ha molte somiglianze con il vecchio regime per le nuove iniziative imprenditoriali, il NIP, ma vediamo i requisiti nel dettaglio.

Alcuni requisiti sarnno ereditati dal vecchio regime, come il fatto che i ricavi dell’anno precedente non dovranno superare i 30 mila euro e che il valore dei beni strumentali non dovrà superare i 15mila euro nell’ultimo triennio.

Sembra che permarrà il requisito dell’assenza di operazioni verso Paesi extra Ue e l’assenza di costi per lavoratori dipendenti.

Ci sono poi i requisiti ereditati dal NIP, ossia che non si deve aver esercitato, nei tre anni precedenti, alcuna attività d’impresa, artistica e professionale, neppure in forma associata o familiare e l’attività non deve rappresentare la prosecuzione di un’altra svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo.

Si intende prosecuzione quando l’attività utilizza gli stessi beni, si svolge nello stesso luogo e nei confronti degli stessi clienti.

Ci sono poi i limiti temporali. Infatti, può accedere al nuovo regime dei minimi chiunque abbia avviato la propria attività dal 1 gennaio 2008, anche chi non dovesse aver inizialmente aderito a tale regime.

Si potrà beneficiare di tale regime agevolato solo per 5 anni dall’inizio dell’attività. In deroga a tale limite, per agevolare l’imprenditoria giovanile, si potrà permanere nel regime fino al compimento dei 35 anni d’età.

 

46 thoughts on “Requisiti accesso nuovo regime minimi

  1. salve,
    anch’io ho intenzione di aprire una nuova attività, come artigiano,assistenza PC,ho 36 anni e dovrei rientrare nei requisiti (da quanto ho capito per i primi 5 anni) ma ho un dubbio. Mi hanno detto che svolgendo attività di artigianato (in bottega) non posso vendere nulla. Es. posso sistemare un pc ma se il cliente volesse acquistare un portatile non posso venderglielo. E’ vero? grazie dell’eventuale risp.

    • Questa domanda prescinde dalla questione regime dei minimi, ma riguarda la differenza tra artigiano e commerciante. Può un artigiano svolgere attività di compravendita? L’artigiano può vendere solo prodotti di produzione propria? E’ prevista la possibilità di svolgere attività di vendita al dettaglio di articoli non prodotti dall’artigiano, se rimane come prevalente l’attività di artigianato. Quindi io credo che un portatile lo puoi rivendere, ma fatti consigliare bene da un commercialista…

  2. Ti ringrazio per la risposta.
    Questa cosa mi è stata detta proprio da un commercialista, quindi “presumo” che abbia ragione lui, inoltre insisteva nel dirmi di non poter affiancare l’artigiano con il commerciante, altrimenti avrei dovuto avere come 2 attività. Quindi non potrei vendere nemmeno un semplice mouse se mi venisse chiesto.. mah. Cmq ti ringrazio per avermi risposto.

    • Se il tuo dubbio riguarda solo l’età, l’abbiamo detto più volte: il limite d’età non si applica per i primi 5 anni dall’apertura dell’attività.

  3. Salve. Complimenti per l’ottima preparazione in materia.Mi sono letto molti dei commenti inseriti e mi hanno delucidato su diverse cose. Il mio quesito, però, non è stato trattato e allora lo pongo.
    Ho 44 anni e ho appena aperto la partita iva nel regime dei minimi. Mi sono iscritto al circuito vies per poter acquistare da un grossista tedesco.
    Dal momento che i miei acquisti in Germania non verrà applicata l’Iva, come sarà possibile rivendere in italia ed emettere fattura senza iva? Grazie in anticipo per la cortese attenzione

    • Grazie per i complimenti, ma non ho capito bene la domanda. Acquisti dalla Germania senz’IVA per la legge sugli scambi intracomunitari, allo stesso modo vendi senz’IVA per la legge sul regime fiscale dei minimi. Dove pensi possa essere il problema?

  4. Buongiorno, avrei un quesito, lavoro presso un broker assicurativo e mi occupo della gestione dei sinistri auto, sono una dipendente full time a tempo indeterminato, poichè l’azienda non concede part time, mi è stato proposto di cambiare il nostro rapporto di lavoro, dovrei aprire una partita iva e fatturare le mie prestazioni continuando a svolgere l’attività che prima svolgevo in ufficio, da casa. Da quello che ho capito non potrei rientrare nel regime dei minimi perchè svolerei la medesima attività esatto?
    Grazie in anticipo per la sua risposta.

    • Si, non rientra, manca uno dei requisiti essenziali per l’accesso al regime dei minimi. Inoltre, rischierebbe di diventare una falsa partita IVA, visto che lavorerebbe per un unico committente, per cui prima era dipendente…

  5. eta’ 39 anni, aprioro’ a breve p.iva in regime dei minimi rispettando tutti i requisiti
    1) per 5 anni mantengo il regime dopodicche’ inizio a fatturare con iva?
    2)oltre l’imposta sostitutiva, iscrizione a gestione separata inps a quali altre imposte/tasse sono soggetto? la cassa del 4% per esempio si applica?
    grazie

    • Il regime dei minimi oltre alla semplificazione amministrativa prevede un’agevolazione sulle imposte dirette. Si paga il 5% di imposta sostitutiva al posto dell’IRPEF e delle imposte comunali e regionali, inoltre si è esenti IRAP. Per tutto il resto valgono le stesse regole degli altri regimi, quindi la cassa non è collegata al regime dei minimi.

  6. Sono medico pediatra ho una borsa di studio di un ente privato su cui pago IRPEF (assimilabile a reddito dipendente) per lavorare presso un ospedale pediatrico pubblico. Inizieró attività libero professionale max 6000-7000 euro di fatturato previsto, come pediatra nello stesso ospedale ma in un reparto diverso con mansioni diverse. Ho 33 anni. Rientro nei minimi? Grazie

  7. Uno dei requisiti per l’accesso al regime dei minimi è “l’attività non deve rappresentare la prosecuzione di un’altra svolta sotto forma di lavoro dipendente o autonomo”, credo proprio che lei non rispetti questo requisito. Ma potrebbe chiedere ad un professionista.

  8. Grazie molte per la risposta. Tuttavia la Circolare 17e dell’agenzia delle entrate dice “non precludono l’applicazione del regime forme di lavoro precario come ad esempio i contratti di collaborazione coordinata e continuativa o quelli di lavoro a tempo determinato che si caratterizzano per la loro marginalità economica e sociale”. C’è molta confusione a riguardo, di fatto io ho lavorato per 15 mesi ma sempre con lavori a termine o borse di studio, che certamente non sono considerabili pari ad un lavoro a tempo indeterminato. Grazie

  9. Pingback: Orlando

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